A seguito del rifinanziamento, sulla base del bilancio al 31 marzo 2026, MotoGP dispone di circa 72 milioni di dollari di liquidità e oltre un miliardo di debito residuo, con un rapporto di leva netta pari a 4,6x. L’intervento migliora anche il costo del capitale: sul Term Loan B da 720 milioni di euro il margine scende dal 2,50% al 2,25 per cento.
Non si tratta del primo intervento sul passivo da quando il gruppo statunitense ha acquisito il gruppo. Già nell’estate 2025 la società aveva ristrutturato il debito, sostituendo un prestito da 975 milioni di euro con una nuova linea da 800 milioni e posticipando la scadenza dal 2029 al 2032, con una riduzione aggiuntiva da 125 milioni tramite liquidità propria.
Lo scorso marzo il gruppo statunitense ha pubblicato – oltre ai ricavi generali provenienti dalla F1 – anche i primi risultati della MotoGp, che dall’acquisizione ha raggiunto 325 milioni di dollari (pari a 573 milioni su base pro-forma, come se l’operazione fosse stata completata il 1° gennaio 2024), in aumento del 14%, mentre il reddito operativo è salito dell’86% a 54 milioni di dollari.
Anche per il motomondiale, come per la categoria regina del motorsport, erano in aumentano pubblico e audience: nel 2025 le gare hanno attirato oltre 3,66 milioni di spettatori, il 21% in più rispetto all’anno precedente, mentre l’audience televisiva cumulativa è cresciuta del 9%. Tra le novità, l’annuncio di un nuovo accordo per il Gran Premio d’Australia, che dal 2027 al 2032 si terrà nel centro di Adelaide, e il rinnovo del Gran Premio della Thailandia fino al 2031.


