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Inter tra successi economici e sfide future. Ricci: “Stiamo costruendo uno stadio d’eccellenza”

Giorgio Ricci, chief revenue officer di FC Internazionale Milano

Inter tra successi economici e sfide future. Ricci: “Stiamo costruendo uno stadio d’eccellenza”

by Davide Fogato
13 Febbraio 2026

L’Inter ha chiuso la scorsa stagione con risultati economici solidi, malgrado la mancanza di una vittoria sportiva, segnando un ritorno all’utile significativo e una crescita su tutti i fronti. E in un momento carico di aspettative – complice ovviamente una nuova proprietà, la nuova organizzazione del club, l’entusiasmo dei tifosi per le ottime performance sportive, e non da ultimo il raggiungimento recente della seconda stella – Giorgio Ricci, chief revenue officer della società, ha tracciato un bilancio dell’anno trascorso e delle sfide future che attendono il club nerazzurro, tra cui il progetto di un nuovo stadio e la continua espansione (e il rafforzamento) del brand.

“È stato un anno fondamentale sotto tanti punti di vista”, ha dichiarato Ricci a Pambianco Sport, riflettendo sulla stagione che ha visto l’Inter impegnata su più fronti, concludendo con una performance economica da record. “È stato un anno di consolidamento, non solo sportivo, ma anche economico, con la crescita di ricavi da stadio e sponsorizzazioni che hanno raggiunto per la prima volta i 100 milioni di euro ciascuno.”

Nonostante l’assenza di un titolo sportivo (è mancata la tanto agognata vittoria in Champions ed è sfumato all’ultimo il sogno del ventunesimo scudetto), l’Inter ha raggiunto risultati economici di rilievo, con ricavi che, nella stagione 2024-25, hanno raggiunto quota 567 milioni di euro, in crescita di quasi il 20% rispetto ai 473,2 milioni registrati nel 2023-24. Il dato fa riferimento al bilancio chiuso al 30 giugno scorso e rappresenta, come comunicato dalla stessa società nel report finanziario, il valore più alto di sempre e un record per la Serie A, ma anche la ricerca di una sostenibilità economica – “che rimane l’obiettivo principale”.

Il manager sottolinea inoltre come la crescita non si sia fermata agli extra-guadagni legati ai risultati sportivi: “Il boost che è derivato dall’avanzamento nelle competizioni ha sì contribuito, ma solo in parte. Per le sponsorizzazioni e per lo stadio, si tratta di una crescita organica, che non dipende esclusivamente dai risultati sul campo.” Il futuro passerà infatti anche dal nuovo stadio, dove l’apertura prevista dovrebbe essere per il biennio 2030-31. “Ciò che conta”, afferma Ricci, “è che stiamo costruendo uno stadio di eccellenza a livello mondiale, con un impegno finanziario notevolissimo. I costi sono cresciuti esponenzialmente negli ultimi anni, ma la sostenibilità del progetto è garantita anche dalla condivisione delle spese con il nostro coinvestitore (l’AC Milan, con cui il club condividerà ancora una volta la casa calcistica). Bisogna quindi sottolineare come l’idea di coinvestire con un altro club si sia rivelata cruciale, in quanto l’accordo rende oggi il progetto finanziariamente sostenibile. “Poter condividere al 50% una spesa che sarebbe insostenibile per un club singolo è fondamentale. Inoltre, la tecnologia ci permetterà di avere una struttura che sarà fruibile per entrambi i club, pur mantenendo la sua unicità.”

E rispetto alla futura convivenza, la chiave la si può appunto trovare già nella situazione presente e passata. “Partiamo comunque da una situazione attuale in cui San Siro è un’icona a livello di infrastruttura sportiva, direi, in tutto il mondo e viene comunque facilmente associata a un club o all’altro, a seconda di chi ci gioca in quel momento e quindi già oggi il fatto di condividere uno stadio e di vederlo come la casa di uno o dell’altro club è una cosa che è stata assolutamente metabolizzata nel corso degli anni. Anche da quel punto di vista siamo molto sicuri che insieme faremo bene”.

Ricci ha parlato anche dell’espansione internazionale del club, mettendo in evidenza come l’Inter stia cercando di colmare il divario con i top club europei, soprattutto in termini di ricavi da stadio. “Attualmente, il gap con molti club come il Real Madrid è certamente significativo. Ma il potenziale di crescita è facilmente identificabile”, ha detto Ricci, sottolineando che l’Inter si sta preparando a ridurre questo gap grazie proprio al nuovo stadio e alle future strategie di sviluppo, che coinvolgeranno sicuramente la struttura con attività dedicate anche nei giorni non di gara

Ma non solo stadio: già da tempo l’Inter sta lavorando per diversificare le sue fonti di ricavi, con particolare attenzione al merchandising di proprietà (che si affianca ovviamente a quello con il partner Nike) e alle collaborazioni con importanti brand. “Stiamo lavorando per far crescere la voce merchandising e sponsor, ma per farlo dobbiamo puntare anche su un elemento cruciale: il nostro brand”, ha spiegato Ricci, aggiungendo che l’Inter è ormai – per moltissimi tifosi in tutto il mondo – é più di un semplice club calcistico.

“Inoltre, un’attenzione particolare va alla sostenibilità e agli investimenti sulle infrastrutture, che non si limitano solo allo stadio, ma comprendono anche strutture sportive come quelle per la squadra femminile e le giovanili. Con circa 100 milioni di euro di investimenti approvati, stiamo creando un progetto che proietta il club verso una crescita sempre più internazionale, un obiettivo che la nuova proprietà ha voluto perseguire sin dal suo insediamento”, ha aggiunto Ricci.

In un mondo del pallone sempre più focalizzato sul lifestyle e sull’intrattenimento, l’Inter sta cercando di ritagliarsi un ruolo da protagonista, puntando su collaborazioni che vanno oltre il calcio. “Stiamo cercando di farlo in modo autentico, preservando la nostra identità. È un passaggio che, se fatto correttamente, ci permette di entrare in mondi diversi senza perdere la nostra essenza,” ha dichiarato Ricci.

Parlando del posizionamento dell’Inter nel panorama europeo, Ricci ha sottolineato ancora una volta l’importanza di continuare a investire sul brand: “Abbiamo una storia e un posizionamento unico. Dobbiamo continuare a rafforzare il nostro brand per compensare la limitata distribuzione domestica e sfruttare la nostra forza internazionale. “La visibilità è importante, ma quello che conta davvero è la solidità del nostro brand, e su questo continueremo a lavorare.”

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