Tradizione familiare, sostenibilità e sfide sempre più internazionali. Si potrebbe riassumere così il dna di Erreà, azienda italiana a conduzione familiare fondata nel 1988 da Angelo Gandolfi, specializzata in abbigliamento tecnico sportivo e presente in oltre 60 Paesi, in discipline che spaziano dal calcio alla pallavolo, dal basket al rugby, fino alla canoa e al tiro con l’arco.
Come spiega a Pambianconews Roberto Gandolfi, vicepresidente dell’azienda sportiva: “Erreà nasce nel 1988 da mio padre e mia madre, un progetto familiare che oggi continua a vivere grazie a un approccio che coniuga tradizione e innovazione. Nonostante l’azienda sia cresciuta enormemente, rimane al 100% familiare e questo ci permette di mantenere una forte coesione nei valori e nella visione strategica”, racconta Gandolfi, che prosegue spiegando come l’azienda abbia saputo ritagliarsi una posizione di spicco nel mondo dello sport. “Siamo riusciti a mantenere un dna solido, legato alla qualità dei nostri prodotti e alla passione per lo sport”.
Ad alimentare questa storia imprenditoriale tutta tricolore sono ad oggi anche i numeri. Nonostante infatti un momento estremamente complesso, l’azienda è cresciuta lo scorso anno, archiviando un 2025 a quota 71,9 milioni di euro e un incremento del 3,6% rispetto all’esercizio precedente.

Nel dettaglio, oggi il 60% del fatturato di Erreà proviene dai mercati esteri, con una forte presenza nel Regno Unito, Francia, Spagna e Paesi Bassi. “Il nostro primo mercato al di fuori dell’Italia è il Regno Unito”, spiega Gandolfi. “Poi ci sono la Francia, la Spagna e i Paesi Bassi. Ogni mercato ha una sua specificità, ma la chiave del nostro successo internazionale è stata la capacità di adattarci alle esigenze locali, mantenendo però la nostra identità”.
La realtà parmigiana, inoltre, continua a fare passi importanti nell’espansione internazionale attraverso significative partnership sportive. Un esempio recente è l’accordo con la Polish Basketball League, che vede Erreà come sponsor tecnico e official partner fino alla stagione 2031-32. “Abbiamo scelto la Lega Polacca di Basket non solo per le sue infrastrutture e la qualità degli eventi, ma anche per la sua rapida crescita. È un mercato che per noi è strategico in Europa”, afferma il manager.
Guardando invece oltre il continente europeo, l’azienda – che conta due sedi, in Italia e in Romania, con oltre 700 dipendenti – ha già approcciato il mercato degli Stati Uniti, “che ha numeri molto interessanti”, e il mercato asiatico, in particolare Cina e Corea. Un’area geografica che per ora rimane la più complessa dove operare, “nonostante il marchio italiano sia comunque molto apprezzato”.

Erreà è conosciuta soprattutto per il suo abbigliamento tecnico sportivo, ma dal 2010 ha ampliato la sua offerta con linee lifestyle come Erreà Republic e Stripe ID. “La linea lifestyle, pur rappresentando una parte minoritaria del nostro business (circa il 5% sul totale, ndr.), ci permette di testare nuovi prodotti e di avvicinarci a un pubblico più ampio. Stiamo facendo la campagna vendite e i risultati per quanto riguarda la nostra linea sono molto incoraggianti. Per noi rimane importante perché ci permette di testare e sviluppare prodotti che poi vengono adottati nel mondo del teamwear”. Più largamente, infatti, gli investimenti complessivi in ricerca e sviluppo coprono circa 6% del fatturato.
Oltre alla crescita, Erreà è impegnata in un progetto di sostenibilità che mira a rispondere alle nuove esigenze del consumatore moderno. L’azienda ha recentemente lanciato il passaporto digitale di prodotto, sviluppato in collaborazione con Ympact, che consente ai consumatori di tracciare origine, processi produttivi e certificazioni di ogni singolo capo. “La sostenibilità è per noi una priorità”, sottolinea Gandolfi. “Abbiamo introdotto il passaporto digitale non solo per dare trasparenza ai nostri clienti, ma anche per continuare a rispettare i più alti standard ambientali”.
Guardando al futuro, Erreà continuerà a espandere la sua presenza internazionale, mirando a consolidare le proprie performance, nonostante – sottolinea il manager – “stiamo prendendo delle contromisure, perché comunque c’è una difficoltà esterna, soprattutto nel mondo retail”, cercando però sempre di rafforzare la propria posizione nei settori sportivi chiave come calcio, pallavolo e basket, che rappresentano in ordine gli sport più performanti dal punto di vista del business, facendo riferimento alle licenze. Qui trova ovviamente spazio un certo orgoglio per gli storici risultati del volley: “Siamo orgogliosamente sponsor della Nazionale Italiana, che ci ha abituato a grandi risultati in questi ultimi due-tre anni, sia maschile che femminile, a dei risultati veramente clamorosi. E questo, ovviamente, è una cosa molto molto bella e positiva per tutti”.
“Il nostro obiettivo è continuare a crescere, ma sempre rispettando i valori che ci hanno contraddistinto fin dalla fondazione”, conclude Gandolfi. “L’azienda si concentrerà su una crescita sostenibile, sia in termini economici che ambientali, mantenendo un forte legame con il territorio e con la nostra tradizione familiare”.
“Abbiamo una grande collaborazione con le community con cui lavoriamo, e sono molto bravi e scrupolosi. Ho massima fiducia in loro e in tutto il team. Siamo in linea con questo, ma cerchiamo sempre di perseguire una crescita rispettosa del nostro approccio, mantenendo sempre il nostro dna, sostenibilità e solidità finanziaria, perché un’azienda delle nostre dimensioni deve sempre mantenere ‘i piedi per terra’”.


