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Curry porta il suo brand in Cina: l’accordo con Li-Ning è da 400 milioni di dollari

Stephen Curry

Curry porta il suo brand in Cina: l’accordo con Li-Ning è da 400 milioni di dollari

by Redazione
4 Giugno 2026

Stephen Curry si è fatto attendere, ma la risposta non ha di certo deluso le aspettative. A sette mesi dalla tanto discussa separazione con Under Armour, la stella dei Golden State Warriors ha chiuso la sua “sneaker free agency” con un deal – riporta Espn – da ben 400 milioni di dollari (circa 344 milioni di euro al cambio attuale) con Li-Ning. L’accordo multimilionario non è un semplice endorsement: Curry Brand entra come entità indipendente con licenza su basket, athleisure e golf, e con la facoltà di ingaggiare altri atleti. Previste, come conferma Cnbc, aperture di store negli Stati Uniti e in Cina. Quello che più sorprende è la durata del contratto: dieci anni. Un orizzonte temporale che – considerando anche l’età di Curry, 38 anni – sembra guardare proprio al di là della sua carriera Nba. “Più che un accordo immediato, è un deal post-carriera”, riassume infatti il giornalista sportivo Jason Jones sul The Athletic.

Una scelta, peraltro, non dettata dalla sola convenienza economica: come rivela Espn, sembrerebbe che Curry avesse sul tavolo almeno un’offerta superiore, ma ha preferito Li-Ning dopo aver testato in stagione le scarpe dei colleghi Jimmy Butler e Dwyane Wade, entrambi atleti del brand. Certamente però la scelta rimarca ancora una volta la volontà di prendere delle scelte alternative, come quando agli esordi strinse un’alleanza con Under Armour. Come ricorda The Athletic, tutto partì in realtà da un paio di Nike nel 2009, mentre la firma con Under Armour arrivò nel 2013. Tra le condizioni dell’uscita da Under Armour – con la quale il campione statunitense ha avuto una separazione consensuale – la possibilità di portare Curry Brand presso un’altra azienda. Nel corso della stagione 2025-26 aveva indossato scarpe di diversi brand, messe poi all’asta in aprile: 1,7 milioni di dollari raccolti per la sua fondazione Eat. Learn. Play.

“Il futuro di Curry Brand sarà alimentato da un’azienda davvero radicata nello sport e nell’innovazione”, ha dichiarato Curry. “Un partner dedicato a creare prodotti di qualità, con scarpe in cui credo e che continueranno a performare al massimo livello. Insieme, porteremo avanti la missione di Curry Brand con storie, piattaforme e prodotti che ispireranno la prossima generazione in tutto il mondo”.

Per Li-Ning, che genera oltre il 98% dei propri ricavi domestici su un fatturato 2024 di circa 4,3 miliardi di dollari, il deal con Curry – tra i giocatori Nba più seguiti in Cina – è soprattutto una leva per penetrare il mercato americano, obiettivo sottinteso da tempo. Lo scenario è favorevole: secondo Statista, nel 2024 Nike deteneva ancora il 16,2% del mercato cinese dell’abbigliamento sportivo, ma i consumatori si stanno progressivamente orientando verso brand locali come Anta e Li-Ning stessa. Tendenza confermata dal calo del 20% dei ricavi Nike nella Greater China region negli ultimi quattro anni fiscali, come rileva Sportico. Fondata nel 1990 dall’ex ginnasta e campione olimpico Li Ning, l’azienda è oggi uno dei principali player domestici cinesi dello sportswear, quotata alla Borsa di Hong Kong e presente con oltre 7.600 punti vendita. Secondo quanto si legge su The Athletic, le sue scarpe apparvero per la prima volta in Nba nel 2006, ai piedi della guardia dei Cleveland Cavaliers Damon Jones – prima firma cinese nella lega. Il successo arrivò però anni dopo, quando nel 2012 ingaggiò Dwyane Wade e la linea Way of Wade. Tra gli attuali atleti Li-Ning figurano il compagno di squadra di Curry Jimmy Butler, Fred VanVleet, CJ McCollum e D’Angelo Russell.

La rottura con Under Armour rifletteva due crisi parallele: quella finanziaria del gruppo di Baltimora e il dimezzamento dei volumi Curry, scesi al 2% del fatturato totale. La Curry Brand, nata all’interno dell’azienda nel 2020, sarebbe diventata da quest’anno un’entità completamente indipendente (con lo stesso sportivo nel ruolo di presidente dal 2023). La decisione era inserita nell’ambito del più ampio piano di ristrutturazione dell’azienda, che ha visto la ricollocazione del focus sul brand centrale Under Armour in risposta ai risultati deludenti e alla necessità di riallinearsi strategicamente. Nell’ultimo anno le azioni del gruppo sono crollate del 54%, l’anno fiscale 2025 si è chiuso con una perdita di 201 milioni di dollari (circa 174 milioni al cambio attuale) e anche l’outlook resta negativo, con una perdita dei ricavi prevista di un ulteriore 4-5% per il 2026.

Under Armour aveva confermato che la scarpa “Curry 13”, prevista per febbraio 2026, sarà l’ultima release realizzata in collaborazione con Curry sotto l’ombrello del brand, con ulteriori colorway e collezioni programmate fino a ottobre dello stesso anno. Secondo Wwd, l’impatto finanziario della separazione rimane contenuto: il portfolio Curry genera oggi circa 100 milioni di dollari annui per Under Armour, appena il 2% del fatturato totale del brand e in calo del 50% rispetto al picco massimo.

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