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Il calcio europeo abbatte il muro dei 30 miliardi: ricavi record nel 2025. Čeferin (Uefa): “Futuro brillante”

Una foto dal report Uefa

Il calcio europeo abbatte il muro dei 30 miliardi: ricavi record nel 2025. Čeferin (Uefa): “Futuro brillante”

by Redazione
6 Marzo 2026

Il calcio europeo vola dal punto di vista del fatturato. A sottolinearlo è l’ultimo studio pubblicato dalla Uefa, intitolato ‘The European Club Finance and Investment Landscape’, che indica come i ricavi delle prime divisioni del Vecchio Continente siano destinati a superare la soglia storica dei 30 miliardi di euro nell’anno finanziario 2025-26. Un risultato straordinario dal punto di vista delle entrate, che sancisce la definitiva uscita dal tunnel della pandemia e proietta a lungo termine – grazie anche a nuovi investitori – il mondo del pallone verso una nuova era di gigantismo finanziario, segnata da una crescita costante che ha visto il fatturato globale aumentare mediamente di 1,3 miliardi di euro ogni anno nell’ultimo decennio.

Ad aprire il documento è un editoriale dai toni molto netti del presidente della Uefa, Aleksander Čeferin, il quale ha voluto sottolineare come questa edizione del report sia speciale proprio perché permette di guardare indietro a un periodo estremamente complesso. Secondo il numero uno del calcio europeo, i dati attuali dimostrano che l’ecosistema sta funzionando correttamente a ogni livello, portando benefici non solo ai vertici, ma a tutte le 54 massime divisioni del continente. Lo studio rimane inoltre l’unica pubblicazione che analizza tutte le principali divisioni calcistiche europee, compilato sulla base delle informazioni inviate da oltre 700 club ogni anno.

In questo scenario, i ricavi dei club di prima divisione sono destinati a superare i 30 miliardi di euro nel 2025; per un confronto, avevano oltrepassato i 20 miliardi nel 2017 e i 10 miliardi nel 2007. I club che hanno già comunicato i dati mostrano per il 2025 un altro anno di crescita dei ricavi estremamente forte (+10 per cento). I ricavi commerciali sono destinati a superare i 10 miliardi di euro nel 2025, con un aumento del 20% dei ricavi da merchandising che compensa la bassa crescita dei proventi dai diritti televisivi.

Il motore di questa accelerazione economica non è più alimentato esclusivamente dai diritti televisivi, che pur rimangono una colonna portante del sistema. Il report evidenzia come nell’ultimo decennio siano raddoppiati i ricavi derivanti dalle competizioni Uefa, che nel solo 2025 hanno distribuito ai club oltre 3 miliardi di euro. A questo si aggiunge un incremento massiccio dei ricavi commerciali e dei botteghini, oltre a una rinnovata attenzione agli investimenti a lungo termine in infrastrutture come stadi e centri sportivi d’avanguardia. Anche la solidarietà gioca un ruolo chiave nel bilancio complessivo, con oltre 300 milioni di euro destinati a quei club che non partecipano direttamente alle coppe europee, garantendo così una redistribuzione delle risorse su base territoriale.

Analizzando la gerarchia dei singoli club, il Real Madrid si conferma la locomotiva economica indiscussa del continente. Grazie soprattutto allo sfruttamento commerciale del nuovo stadio Bernabéu (un successo economico favorito da un investimento da ben 1,4 miliardi di euro, secondo le stime), la società spagnola è diventata la prima nella storia a superare stabilmente il miliardo di euro di fatturato, attestandosi su una proiezione di 1,18 miliardi per l’anno in corso. Alle spalle dei madrileni si piazzano i colossi Barcellona e Manchester City, mentre per trovare la prima rappresentante del calcio italiano bisogna scorrere fino all’undicesimo posto della classifica europea, occupato dall’Inter.

Il club nerazzurro guida infatti la spedizione della Serie A (al momento anche nella classifica di campionato) con ricavi stimati in 547 milioni di euro, confermandosi come l’unica realtà italiana capace di restare a ridosso della “top ten” mondiale. In ambito nazionale, l’Inter stacca la Juventus, che si posiziona al quindicesimo posto europeo con 420 milioni, e il Milan, sedicesimo con 411 milioni. Sembrerebbe dunque un segnale importante per il calcio italiano, che pur inseguendo i fatturati monstre della Premier League e delle grandi di Spagna, mostra segnali di consolidamento strutturale, proprio come traspare dall’ultimo semestre della Vecchia Signora.

I ricavi dei club sono cresciuti dunque ovunque in Europa nell’ultimo decennio, aumentando in tutte le 54 massime divisioni. Tuttavia, rimangono concentrati all’interno dei principali campionati e dei top club, polarizzando di conseguenza la competizione per accaparrarsi i migliori talenti.

Sebbene le quote relative dei ricavi dei club appartenenti ai ‘Big 5’ (i cinque principali campionati europei) e dei primi 25 club europei siano aumentate solo leggermente – passando rispettivamente dal 72% al 73% e dal 44% al 45% – i divari in termini assoluti continuano a crescere. I ricavi totali dei 20 club inglesi sono aumentati di 3,5 miliardi di euro, quelli dei 76 club spagnoli, francesi, tedeschi e italiani di complessivi 5,9 miliardi di euro, mentre i restanti 649 club hanno fatto registrare una crescita combinata di 3,4 miliardi di euro.

Scendendo ancora più nel dettaglio, venti dei primi 25 club, guidati dalle due società spagnole, hanno registrato ricavi record nel 2025. La composizione dei primi dieci club per fatturato è rimasta invariata nel 2025, sebbene vi siano stati alcuni spostamenti di posizione al loro interno. I ricavi tra i primi 25 club rimangono polarizzati, con un divario di 350 milioni di euro tra l’ottavo e il tredicesimo club in classifica, rispettivamente il Manchester United e l’Aston Villa FC. Sei dei primi 25 club hanno beneficiato di incrementi di ricavi superiori ai 100 milioni di euro nel 2025. I club che hanno fatto registrare la maggiore scalata in classifica sono stati il Crystal Palace FC, il Nottingham Forest FC, il SL Benfica e il Fenerbahçe SK, i quali hanno tutti guadagnato almeno dieci posizioni nel ranking complessivo dei ricavi.

Nonostante l’ottimismo generale, Čeferin ha voluto comunque lanciare un monito chiaro riguardo alla gestione dei costi, avvertendo che “non c’è spazio per l’autocompiacimento”. Il Presidente della Uefa ha infatti acceso un faro su alcune tendenze ritenute rischiose, come “l’aumento dei costi operativi, l’incremento del numero del personale e la crescita dei salari non legati ai giocatori, che richiederanno la nostra attenta attenzione”.

“Nonostante il rumore, nonostante la pressione, nonostante i dubbi di alcuni – ha concluso –, il futuro del calcio europeo rimane promettente. Il decennio che ci attende porterà nuove pressioni, ma anche reali opportunità. Con buone intuizioni, come quelle fornite da questo rapporto, il calcio europeo può prepararsi più efficacemente – e lavorare insieme per sostenere un futuro sano e di successo”.

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