venerdì, 5 Giu 2026
  • ABOUT
  • PAMBIANCONEWS
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE & FOOD
  • HOTELLERIE
  • REAL ESTATE
  • SPORT
No Result
View All Result
NEWSLETTER
Pambianconews - Sport
  • HOME
  • NEWS
    • Basket
    • Calcio
    • Estero
    • Formula1
    • Football Americano
    • Italia
    • News in breve
    • Opening
    • Prodotti
    • Tennis
  • ABBONATI AI MAGAZINE
  • SUMMIT
  • HOME
  • NEWS
    • Basket
    • Calcio
    • Estero
    • Formula1
    • Football Americano
    • Italia
    • News in breve
    • Opening
    • Prodotti
    • Tennis
  • ABBONATI AI MAGAZINE
  • SUMMIT
No Result
View All Result
Pambianconews - Sport
No Result
View All Result
  • HOME
  • NEWS
  • ABBONATI AI MAGAZINE
  • SUMMIT
Nba ora scommette sull’Europa: fino a 1 mld $ per squadra, ma è scontro con l’Eurolega

Nba ora scommette sull’Europa: fino a 1 mld $ per squadra, ma è scontro con l’Eurolega

by Flavia Iride
16 Gennaio 2026

La Nba accelera sul possibile progetto di una lega europea di franchigie, ovvero un campionato europeo strutturato non sul modello dei campionati nazionali, ma su quello delle grandi leghe sportive americane. Il debutto viene ipotizzato nel 2027 e le valutazioni, nelle intenzioni della lega americana, potrebbero arrivare fino a un miliardo di dollari per squadra. “I dialoghi con i diversi stakeholder in Europa hanno rafforzato la nostra convinzione che esista un’enorme opportunità legata alla creazione di una nuova lega nel continente”, ha dichiarato il commissioner Nba Adam Silver, aggiungendo che l’obiettivo condiviso con Fiba (Federazione internazionale di pallacanestro) è quello di avviare un confronto strutturato con club e investitori che credano nel potenziale di crescita del basket europeo. La National Basketball Association e la Fiba , hanno infatti confermato ufficialmente, tramite un comunicato congiunto dello scorso 22 dicembre, che a partire “dal mese di gennaio procederanno all’esplorazione congiunta di un nuovo campionato professionistico di basket maschile paneuropeo, coinvolgendo potenziali squadre e gruppi proprietari nel processo di adesione al campionato”. 

Il progetto Nba Europe prevede una competizione a 16 squadre: 12 franchigie stabili, con licenze pluriennali, e 4 posti assegnati tramite criteri sportivi. La Nba manterrebbe il controllo del 50% della lega, mentre la restante quota sarebbe distribuita tra partner e investitori, inclusa la federazione internazionale. La struttura ricalca un modello ibrido che combina il sistema chiuso nordamericano con alcuni elementi della tradizione europea, puntando a costruire un ecosistema continentale integrato con la Nba statunitense, tra stagione regolare, playoff e sinergie commerciali. L’obiettivo dichiarato dal vice commissioner Mark Tatum è creare una sorta di “Champions League del basket”, capace di coinvolgere brand sportivi globali anche al di fuori della pallacanestro, dal Real Madrid al Barcellona, fino a club calcistici come Manchester City, PSG e AC Milan. Il disegno della Nba guarda ai principali hub economici e mediatici europei. In Italia le città osservate speciali sono Milano e Roma, nel Regno Unito Londra e Manchester, in Francia Parigi e Lione, in Spagna Madrid e Barcellona, in Germania Berlino e Monaco di Baviera, oltre a piazze storiche del basket come Atene e Istanbul.

La lega sta dialogando sia con club cestistici già affermati, sia con grandi società calcistiche prive di una sezione basket, valutando anche l’ipotesi di creare nuove franchigie da zero. Roma, forte di una base di tifosi ampia ma priva di una squadra di vertice dopo il fallimento della Virtus nel 2020, rappresenta uno dei dossier aperti. A Milano, dove opera già la squadra Olimpia Milano per cui i manager di Nba sembrano già aver avuto contatti preliminari con l’allenatore Ettore Messina, l’attenzione sembra però concentrarsi su partner con grande solidità finanziaria e una dimensione internazionale, come i club calcistici controllati da investitori statunitensi. Milan e Inter, infatti, emergono come potenziali candidati, pur in assenza di indicazioni ufficiali. La Nba, dal canto suo, ribadisce che non esistono corsie preferenziali e che tutte le manifestazioni di interesse verranno valutate. Intanto, il commissioner Silver ha già avviato una fase operativa del progetto, partecipando a incontri a Londra e Berlino con sponsor e potenziali partner.

Da un punto di vista finanziario, la Nba sta presentando il progetto a investitori istituzionali e fondi di private equity, sostenuta da advisor come JPMorgan Chase e Raine Group, con l’obiettivo di strutturare una lega in grado di attrarre capitali su scala globale. È prevista l’apertura di una data room con proiezioni economico-finanziarie e un incontro riservato a Londra dedicato a investitori, sponsor e media. Le stime, secondo quanto riporta Bloomberg, indicano che l’avvio di una nuova franchigia potrebbe richiedere un investimento compreso tra 500 milioni e un miliardo di dollari, a cui si aggiungerebbero gli interventi necessari per adeguare arene e infrastrutture agli standard Nba. In cambio, la stampa internazionale ha dichiarato che la lega americana intravede un mercato potenziale da circa 3 miliardi di dollari annui, oggi solo parzialmente sfruttato. L’Eurolega, pur contando su una fanbase consolidata, genera ricavi da sponsorizzazioni stimati intorno ai 65 milioni di euro l’anno, con molti club strutturalmente in perdita e sostenuti dai capitali dei proprietari. Il modello Nba punta a colmare questo gap attraverso diritti media internazionali, merchandising e una gestione centralizzata del valore delle franchigie, in linea con il crescente interesse dei grandi fondi per lo sport europeo.

Parallelamente, tuttavia, proprio con Eurolega sono emersi i primi scontri istituzionali. La prospettiva di una nuova competizione continentale sotto l’egida Nba è percepita come una minaccia diretta all’attuale equilibrio del basket europeo. A inizio gennaio Euroleague Basketball ha inviato una lettera di diffida alla Nba, avvertendo che eventuali contatti con club legati da licenze di lungo periodo potrebbero sfociare in azioni legali. L’accusa è quella di un comportamento assimilabile al tampering (qualsiasi tentativo illegittimo di influenzare un giocatore sotto contratto con un’altra squadra), vietato nei campionati nordamericani. L’Eca, che gestisce l’Eurolega, non esclude a priori forme di collaborazione, ma solo a condizioni che preservino il proprio ruolo e il sistema esistente.

Nel frattempo, l’Eurolega ha accelerato sul rinnovo delle licenze: 9 dei 13 club con posto fisso hanno già esteso l’impegno per altri dieci anni. Restano però in sospeso nomi come Real Madrid e Fenerbahçe, oltre all’ASVEL Villeurbanne, considerati potenziali interlocutori privilegiati del progetto Nba. Un precedente tentativo di dialogo tra le parti, avvenuto a Ginevra con il coinvolgimento della Fiba, non ha prodotto risultati concreti, anche dopo il rifiuto da parte dell’Eurolega di una proposta di partnership commerciale da 150 milioni di euro annui. Lo scenario che si profila è quello di una possibile coesistenza, dal 2027, di due leghe internazionali parallele in Europa, con i club chiamati a scegliere da che parte schierarsi.

ShareTweetShareSend
  • ABOUT PAMBIANCO
  • Contatti
  • Copyright
  • Privacy e Cookie Policy

Pambianconews - All rights reserved

No Result
View All Result
  • ABOUT
  • PAMBIANCONEWS
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE & FOOD
  • HOTELLERIE
  • REAL ESTATE
  • SPORT

Pambianconews - All rights reserved

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.