“Questa maglia è un’opportunità unica per esplorare il legame profondo tra Venezia e la sua storia, trasformando la cultura della città in un linguaggio visivo”, spiega Drake Ramberg, che ora può vantare nella sua collezione di jersey disegnate anche la nuova quarta maglia 25/26 del Venezia FC, realizzata in collaborazione con Nocta, la label creata dal rapper Drake (sponsor tecnico della squadra dallo scorso anno).
Un grande ritorno per il designer e illustratore americano, che ha segnato il design e lo stile grafico delle maglie da calcio Nike negli anni ’90, il cui stile si distingue per l’uso coraggioso della grafica, un approccio narrativo basato sulla cultura e i simboli delle squadre.

Ma tornando alla più recente collaborazione, per Ramberg non si tratta solo di celebrare il club: il progetto racconta una storia di orgoglio, appartenenza e tradizione, restituendo a Venezia la sua forza visiva con un design contemporaneo. E, alla base del progetto, un dialogo sincero e aperto ha permesso ai due partner di condividere gli elementi chiave dell’identità che volevano esplorare con la maglia. “Una volta definito questo quadro, mi sono immerso completamente nella città di Venezia”, ha raccontato Ramberg a Pambianco Sport. “Ho condotto un’indagine culturale approfondita, studiando architettura, arte, dettagli urbani e il linguaggio visivo che definisce la città”.
“Mi sono concentrato in particolare sul rapporto tra storia, spiritualità e forza che è così presente a Venezia – continua –. Ho esplorato l’immaginario rinascimentale, gli elementi gotici e la ricchezza ornamentale che si trova in tutto il tessuto urbano”. Un’immersione che ha richiesto tempo e studio, portando il designer a scavare a fondo nel cuore pulsante della Serenissima, traendo ispirazione dai suoi simboli più potenti: il Leone Alato, la bandiera veneziana, ma anche dai dettagli più sottili dell’architettura e dell’arte cittadina.
Come spiega Ramberg, il Leone Alato è uno degli emblemi visivi più forti della cultura veneziana. “Quindi volevo trattarlo con rispetto, dandogli una nuova energia visiva. Invece di riprodurlo in modo tradizionale araldico, l’ho trasformato in un gesto grafico audace, quasi istintivo: qualcosa di più vicino all’illustrazione e all’arte del tatuaggio che alla pura iconografia”. La direzione dei colori è poi venuta direttamente dalla bandiera veneziana: “Il rosso profondo e l’oro erano essenziali perché portano con sé idee di potere, dignità e orgoglio. Da lì, dettagli decorativi raffinati ispirati all’architettura veneziana e alla lavorazione metallica ornamentale hanno contribuito a costruire profondità e texture nel design”. Il tutto seguendo quello che definisce un processo molto ‘analogico’. “Faccio schizzi, disegno e costruisco idee a mano prima di tradurle in una struttura digitale”, sottolinea.
Ma la quarta maglia (disponibile sul sito della squadra e negli store ufficiali) non è solo una riproposizione di simboli storici. È un oggetto che, per il club, racconta una storia più grande, spesso espressa tramite un estro creativo maggiore e più ‘appassionato’: “L’obiettivo è sempre quello di trasformare la sostanza culturale in un linguaggio grafico che risulti autentico ed espressivo. La maglia è un oggetto narrativo che racconta la storia di un territorio, ma lo fa con una forte espressione grafica”, dice Ramberg, ricordando come oggi una maglia da calcio non sia più confinata allo stadio o alla competizione, ma sia diventata un riferimento culturale che attinge da numerosi contesti.

“(La maglia) si muove attraverso la moda, la musica, l’arte e la vita urbana quotidiana – afferma –. È diventata un oggetto culturale che rappresenta appartenenza, gusto e identità. Questo cambiamento ha ampliato la responsabilità del designer: non stiamo più progettando solo per gli atleti e i tifosi, ma anche per un pubblico culturale più ampio”. Allo stesso tempo, riconosce, questa evoluzione richiede ancora più integrità. “Quando una maglia è costruita su una storia genuina e una connessione reale con il suo luogo, diventa naturalmente rilevante al di là del calcio. Quando è guidata solo dalle tendenze, tende a perdere significato molto rapidamente. La longevità deriva ancora dall’autenticità”.
Il progetto, però, non si limita alla maglia (apparsa sul campo di San Siro in occasione del match di mercoledì contro l’Inter): la collaborazione con Nocta ha portato alla creazione di un’intera campagna di lancio che amplifica ogni dettaglio del design. “Lavorare con Venezia FC e Nocta è stato come lavorare con due partner che parlano la stessa lingua culturale, anche se provengono da mondi diversi. Entrambi i marchi sono profondamente legati al territorio di Venezia, alla sua storia e al suo patrimonio artistico, eppure condividono una forte visione contemporanea e globale. Questo terreno – conclude Ramberg – comune ha creato un flusso creativo molto naturale fin dall’inizio”.




